Allergie a tavola:
cosa sapere e come comportarsi

Per allergia alimentare si intende una reazione disequilibrata del sistema immunitario che riconosce come potenzialmente dannosa una sostanza introdotta con il cibo, normalmente innocua (allergene), e produce anticorpi contro di essa per eliminarla dall'organismo. Nella maggior parte dei casi le allergie alimentari si sviluppano e manifestano durante il primo anno di vita, nel corso dello svezzamento:spesso però queste reazioni sono dovute all'immaturità dell'intestino del bambino, e quindi tendono a scomparire spontaneamente nel corso dello sviluppo.

Un bambino con genitori allergici ha un'alta probabilità di sviluppare le stesse allergie dei genitori, ma per quanto riguarda le allergie alimentari non è da sottovalutare l'importanza di un corretto svezzamento: impostare fin da subito delle buone abitudini alimentari, proponendo al bambino una ricca varietà di alimenti nel rispetto di ogni sua fase di crescita, non solo getta le basi di un rapporto sano con il cibo ma lo tutela dallo sviluppo di reazioni allergiche e intolleranze.

Quali sono i cibi maggiormente a rischio per lo sviluppo di allergie alimentari?

I cibi che tipicamente possono provocare allergie sono molto comuni nella dieta mediterranea: latte vaccino, pomodoro, pesce e frutta secca sono tra le pietanze a cui bisognerebbe prestare più attenzione. Tra i frutti, kiwi, fragole e agrumi sono considerati particolarmente allergizzanti. Questo non significa che bisogna evitare il più possibile che il bambino entri a contatto con questi cibi, anzi: è stato dimostrato che quanto più si ritarda l'introduzione di certi allergeni nella dieta del lattante, tanto più è frequente lo sviluppo di allergie e intolleranze. Ad esempio, nei paesi in cui il burro di arachide è comune nella dieta tanto da essere introdotto già verso i 6-8 mesi di vita, lo sviluppo di allergie a questo frutto secco è dieci volte meno frequente rispetto ai paesi in cui invece tale prodotto non è di uso comune. L'importante, quindi, è attenersi alle indicazioni del pediatra e introdurre ogni alimento nella fase di sviluppo più appropriata: ad esempio, è consigliabile basare la dieta del neonato sul solo latte materno fino al sesto mese; inoltre, all'inizio dello svezzamento in genere si introducono per primi cibi considerati poco allergizzanti, come ad esempio patata, carota, zucchina e cereali senza glutine come il mais e la tapioca. Pomodoro e pesce sono consigliati solo a partire dall'ottavo mese di vita mentre latte vaccino e uova andrebbero evitati per tutto il primo anno.

Come si manifesta un'allergia alimentare?

Se il bambino ingerisce un allergene che provoca una reazione del sistema immunitario, le manifestazioni più comuni a livello cutaneo sono macchie rosse sulla pelle ed eruzioni, mentre a livello dell'apparato digerente si possono osservare dissenteria, vomito e coliche gassose. Molto raramente e in caso di allergie più gravi, possono essere presenti anche difficoltà respiratorie. Ogni volta che si introduce un nuovo alimento nella dieta, è bene farlo a pranzo e non a cena, proprio per osservare lo sviluppo di una qualsiasi di questa reazione, avvisando prontamente il pediatra per valutare la necessità di indagare meglio la reazione allergica del bambino ed eventuali cibi da proporre in alternativa.

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