Viva la pappa, se faccio da me!
Che cos’è l’autosvezzamento

L’autosvezzamento, o alimentazione complementare,è una pratica sempre più incoraggiata anche dai pediatri, che sembra conciliarsi meglio sia con lo sviluppo fisiologico del bambino che con il ritmo e la vita familiare rispetto allo svezzamento tradizionale. Ma cosa significa autosvezzamento? In sostanza si tratta di proporre al bambino gli alimenti solidi al naturale, cioè gli stessi che mangiano mamma e papà, senza quindi passare attraverso la fase delle pappe in cui ogni ingrediente deve essere frullato od omogeneizzato. Quando si opta per l’autosvezzamento, si sceglie inoltre di lasciare che sia il bambino a scegliere da solo che cosa mangiare tra gli alimenti proposti a tavola e lasciati a sua portata di mano, permettendogli quindi di cibarsi in autonomia e di autoregolarsi sulle quantità. Quali sono quindi le basi fondamentali dell’autosvezzamento, e come lo si conduce?

Il bambino deve essere perfettamente in grado di sedersi (che è la posizione più adeguata e comoda per poter mangiare cibi solidi) e deve aver perso il riflesso di estrusione, cioè quel riflesso di protezione che porta il bambino a spingere fuori dalla bocca con la lingua ciò che non è liquido (tale riflesso è mantenuto fino a cinque/sei mesi). Deve essere inoltre in grado di afferrare e portare alla bocca il cibo in modo autonomo;

È il bambino a scegliere da solo quando “autosvezzarsi”: questo significa che, una volta pronto, si comincia mettendolo a tavola quando mangia anche il resto della famiglia (e non prima, come succede spesso con le pappe, così che mamma e papà possano mangiare tranquillamente solo quando hanno finito di imboccare il pargolo); inoltre è sempre lui a dover mostrare interesse per ciò che vede a tavola e a scegliere e a prendere fisicamente ciò che lo incuriosisce. Assecondare i suoi tempi significa anche non avere fretta di sostituire le poppate con i cibi solidi: nel caso dell’autosvezzamento, spesso, il latte rimane l’alimento principale a lungo, e alle poppate si affiancano quindi vari “assaggi” durante i pasti della famiglia;

Ovviamente l’offerta dei cibi deve essere adeguata, per questo è sempre necessario consultare il proprio pediatra. Bisogna tenere conto, infatti, delle possibili allergie alimentari, della maturità dell’intestino e anche della consistenza dei cibi, che dovranno necessariamente essere preparati in modo da essere facilmente afferrati, masticati e inghiottiti;

Se si sceglie l’autosvezzamento, bisogna fidarsi della capacità del bambino di autoregolarsi sui tempi e sulla quantità di cibo, senza mai forzare la mano.

Perché scegliere l’autosvezzamento? Quali sono i vantaggi?

Scegliere l’autosvezzamento significa promuovere un rapporto sano e naturale con il cibo: il piccolo impara subito a stare a tavola con la sua famiglia, ha la possibilità di esplorare in autonomia il cibo attraverso il gusto, l’olfatto e il tatto, rendendo l’esperienza interessante e personale, quindi positiva. Autosvezzare significa far partecipare il piccolo alla convivialità familiare dei pasti, semplificando i pasti anche dal punto di vista organizzativo: non è infatti necessario preparare piatti diversi per i vari componenti della famiglia e si mangia tutti insieme, contemporaneamente. Va da sé che questa risulta un’ottima occasione per rivedere e rendere più sana ed equilibrata la dieta di tutta la famiglia: per garantire pasti genuini al piccolo, la tavola abbonderà di frutta e verdura di stagione, cibi non raffinati, condimenti leggeri e in quantità moderata.

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