E quando il mio latte non basta?

Sebbene i veri impedimenti all’allattamento materno siano molto rari (come ad esempio trattamenti farmacologici salva-vita per la madre, incompatibili con l’allattamento), può accadere che le mamme ricevano il consiglio, da parte del pediatra o dal personale dell’ospedale, di integrare l’alimentazione del piccolo con la famosa “aggiunta”.

Per il neonato, soprattutto durante le prime settimane di vita, è fondamentale essere nutrito a sufficienza e a volontà, e questa è giustamente una delle maggiori preoccupazioni di ogni neo-mamma: per questo motivo normalmente la mamma accetta il passaggio al cosiddetto allattamento misto al seno più aggiunte di latte artificiale spesso finendo per abbandonare del tutto l’allattamento al seno. Mentre per molte mamme questa fase viene vissuta serenamente, se non addirittura con sollievo, per altre invece la necessità dell’aggiunta viene percepita come una sconfitta e con senso di inadeguatezza: non avere abbastanza latte invece è spesso una condizione transitoria facilmente risolvibile!

Bisogna innanzitutto premettere che i cali momentanei di latte sono fenomeni fisiologici e comuni e, salvo importanti perdite di peso del bambino, non necessiterebbero di un’integrazione ad ogni costo. Se allattare esclusivamente al seno è un forte desiderio della madre, bisognerebbe quindi incoraggiarla in tal senso e sostenerla fino ad una buona ripresa dell’allattamento.

Nella maggior parte dei casi i responsabili della carenza del latte sono lo stress e la stanchezza. La prima cosa di cui avrebbe bisogno quindi una neomamma per ritornare a produrre grandi quantità di latte è il supporto, ad esempio della famiglia, nella gestione della casa e del bambino, in modo da poter dedicare più tempo al riposo e al relax. Il ritorno del ciclo mestruale è un’altra ragione fisiologica (e momentanea!) alla base della riduzione del latte: in questo caso può essere sufficiente integrare con il latte artificiale solo nei giorni in cui vi accorgete di avere meno latte, se il vostro bimbo sembra avere ancora fame dopo la poppata. In generale, il metodo migliore per far tornare il latte è allattare di più. Non c’è stimolo migliore, infatti, della suzione del vostro bambino. Offritegli il seno ad una frequenza maggiore, come ad esempio ogni due ore anziché le classiche tre: vedrete che, con serenità e pazienza, nel giro di poco tempo il vostro latte aumenterà. Anche il tiralatte, imitando lo stimolo di suzione del bambino, è un valido alleato in questo senso.

Durante questa fase, possono essere utili specifici integratori e tisane con ingredienti naturali noti per le loro proprietà galattogoghe (cioè che favoriscono una maggior produzione di latte), come ad esempio la galega. È sempre importante inoltre prestare attenzione alla dieta (in questa fase è giusto adattare l’introito di calorie all’aumentato fabbisogno, senza però esagerare!) e ad una sufficiente introduzione di liquidi (almeno 2 litri al giorno).

Indipendentemente da quale sarà la vostra scelta, ricordate che la cosa migliore che potete fare per voi e il vostro bambino è viverla con serenità: l’allattamento, naturale o artificiale, è un gioco di squadra e il vostro bambino vi seguirà sempre con fiducia se gli trasmetterete tranquillità.

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