Tutti a tavola! O forse no?
Gestire i capricci

Quello dei capricci a tavola è un problema piuttosto comune, perché tante e diverse sono le cause e le modalità con cui si manifestano. Spesso, purtroppo, il pasto anziché essere un momento conviviale e di condivisione in famiglia, diventa stressante e frustrante.

Quali sono i capricci più comuni e come gestirli?

Non vuole stare seduto a tavola: il bambino diventa insofferente e impaziente, dopo aver sbocconcellato un po’ dal piatto vuole abbandonare la tavola e stare per conto suo. In questo caso, la prima cosa da chiedersi è: abbiamo cercato di creare un bel clima e un contesto piacevole per pranzare o cenare insieme? Bisogna infatti domandarsi se la mancanza di voglia di stare a tavola sia dovuta al maggiore interesse per altre attività o piuttosto a un disagio del momento di per sé. Si può quindi provare a dare una dimensione più positiva al momento del pasto, dedicandogli il giusto tempo e il giusto livello di serenità: non si discute a tavola, non si accende la televisione, ma si coglie l’occasione per comunicare con i familiari e raccontarsi la giornata.  

Pretende di mangiare da solo anche se non sa usare bene le posate: cari mamma e papà, se questo è il problema, la cosa migliore che potete fare è assecondare il vostro bambino! Se è ancora troppo piccolo per usare le posate, portate pazienza e lasciate che mangi con le mani; e anche quando l’utilizzo di cucchiaio e forchetta è ancora incerto, non obbligatelo a essere imboccato e provate a non sgridarlo per i pasticci che combina. Lo sviluppo di un buon rapporto con il cibo passa anche attraverso la libertà di potersi sporcare, di poter manipolare e di sentirsi “indipendenti” a tavola.

Vuole essere imboccato anche se potrebbe benissimo mangiare da solo: gli stiamo dando le giuste attenzioni o siamo troppo presi dai nostri “discorsi da adulti”? Potrebbe essere solo un modo per attirare la vostra attenzione e sentirsi più partecipe del momento, anziché semplice pigrizia. Per questo motivo potreste provare ad assecondarlo giusto il tempo per rassicurarlo, e dare anche a lui il giusto spazio a tavola.

Vuole mangiare sempre le stesse cose: come gli adulti hanno, ciascuno a modo proprio, i propri gusti, bisogna rispettare il fatto che anche i bambini preferiscano certi cibi ad altri. Certo non bisogna però cedere alla tentazione di accontentarli fino a trascurare le corrette abitudini alimentari. In questo caso la cosa migliore da fare è quella di insistere per indurlo ad almeno assaggiare cibi diversi, magari dedicandosi anche alla loro presentazione… perché anche l’occhio vuole la sua parte! Non bisogna comunque dare troppo peso a queste “mode alimentari”: spesso durano poco e il bambino torna naturalmente a mangiare in maniera più equilibrata di sua spontanea volontà.

Si rifiuta categoricamente di mangiare una determinata pietanza: capita spesso con le verdure. Prima di ingaggiare lotte snervanti, avete pensato se potete sostituire ciò che non gradisce con qualcos’altro che abbia lo stesso valore nutritivo? Come vi sentireste voi se vi obbligassero a mangiare qualcosa che proprio non vi piace? Ricordate che quasi sicuramente i suoi gusti cambieranno con il passare del tempo!

Si rifiuta di mangiare in generale: una volta esclusi eventuali disturbi e malattie in corso, osservate le sue abitudini. A volte semplicemente il problema sono gli spuntini troppo abbondanti che tolgono appetito a pranzo e a cena. Se anche la causa non fosse imputabile agli spuntini, non è il caso di allarmarsi se questo atteggiamento persiste pochi giorni, magari ripresentandosi di tanto in tanto: per molti bambini è normale alternare periodi di maggiore voracità a fasi di lieve inappetenza.

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