Le verdure proprio no! Capricci a tavola

È tipico di molti bambini, soprattutto verso i due anni di età, rifiutare categoricamente alcuni cibi, in particolar modo quando si tratta di verdure. Le verdure hanno innegabilmente meno attrattiva rispetto a cibi più saporiti come la pizza e i dolci, senza contare che alcune hanno anche degli odori poco invitanti… ma la mamma può imparare a proporle nel modo giusto e a "mascherarle"!

La cosa migliore sarebbe prevenire che si manifestino certi pregiudizi, a partire non solo dallo svezzamento, ma addirittura dal ventre materno! È stato osservato infatti che sapori e odori a cui il bambino era abituato durante la vita intrauterina (attraverso le molecole aromatiche provenienti dal cibo assunto dalla madre e presenti nel liquido amniotico), magari riproposti durante l'allattamento, non venivano poi rifiutati dal bambino durante lo svezzamento, ma piuttosto il contrario: una mamma quindi che mangia molte verdure, sin dalla gravidanza, difficilmente avrà problemi durante lo svezzamento e oltre. Anzi, è bene approfittare di quella fase in cui i bambini sono attratti e pretendono di assaggiare tutto ciò che mangiano i grandi (in genere a svezzamento già bene avviato) per riempire la tavola di tante verdure di stagione, e lasciare che il piccolo sperimenti autonomamente quanti più sapori lo incuriosiscono! Mantenere sempre un'ampia scelta di cibi disponibili, sin dall'inizio dello svezzamento, previene la cosiddetta "neofobia", tipica dei 2 anni d'età, cioè la riluttanza a provare cibi nuovi.

Secondo alcune teorie questo atteggiamento è un retaggio ancestrale, un istinto innato sviluppatosi migliaia di anni fa grazie al quale i bambini piccoli evitavano, ad esempio, bacche e frutti potenzialmente pericolosi. Un ulteriore motivo per offrire una gran varietà di verdure già durante lo svezzamento! Senza contare che dare il buon esempio è certamente la mossa migliore per incoraggiare il bambino a mangiare un po' di tutto.

E quando il tuo bimbo si impunta e comunque rifiuta tutto ciò che è "verde"? Via libera alla fantasia in cucina! Non solo sbizzarrendosi con le ricette che uniscono la genuinità delle verdure a sapori più decisi come quello della carne (a partire dalle classiche e semplici polpette… in cui possiamo far finire tante verdure sminuzzate, oltre che la trita!) ma anche dando forme simpatiche alle preparazioni, magari ispirandosi ai suoi personaggi preferiti. L'importante è evitare di obbligare il bambino al consumo di cibi a lui non graditi: innanzitutto perché, più è piccolo il bambino, più spesso la mamma dovrà proporre un cibo nuovo e aspettarsi che venga rifiutato prima di poter concludere con sicurezza che quel piatto davvero non piace (anche fino a 10 volte!). In secondo luogo, l'imposizione trasforma i pasti in una lotta, in una sfida, e non nel piacevole momento di condivisione familiare che dovrebbero essere, proprio per favorire lo sviluppo di un sano rapporto con il cibo. Per quanto piccoli, i bimbi imparano in fretta che il cibo può diventare "un'arma" per ricattare i genitori, i quali immancabilmente si preoccupano di fronte a piatti lasciati intonsi e tendono così a cedere e arrendersi ai capricci. Più che l'obbligo, funziona quindi molto meglio continuare a proporre e addirittura ampliare la scelta delle verdure in tavola e che i genitori diano il buon esempio.

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