Obesità infantile:
l’importanza di una buona educazione alimentare

L’obesità infantile, negli ultimi decenni, è diventato un problema crescente in tutto il mondo occidentale. L’Italia in particolare si colloca tra i paesi europei “maglia nera” per il numero di bambini in sovrappeso o obesi, un numero che aumenta man mano che si scende verso il Sud Italia. Nel 2016, infatti, la percentuale di bambini obesi di età compresa tra i 6 e i 10 anni è stata del 9,3%, mentre quella dei bambini in sovrappeso per la stessa fascia di età è stata del 21,3%. Complessivamente, quindi, circa un terzo dei bambini delle elementari supera il proprio peso ideale. Sebbene negli ultimi dieci anni si sia registrato un miglioramento, il problema dell’obesità infantile rimane attuale e largamente dipendente da una corretta consapevolezza sugli stili di vita che possono ridurre o annullare il rischio.

Quando si può parlare di obesità infantile e di sovrappeso?

Per definizione, un bambino in sovrappeso supera del 10-20% il proprio peso ideale (stabilito in base a età, sesso e altezza). Un bambino obeso lo supera invece del 20%. 

Quali sono i rischi associati all’obesità infantile?

Innanzitutto, un bambino obeso o in sovrappeso sarà probabilmente tale anche da adulto. Questo perché un eccessivo introito calorico durante l’infanzia e in particolar modo durante i primi due anni di vita si traduce in cellule adipose in numero maggiore e di maggiori dimensioni. Se è vero che queste potranno poi essere ridotte in volume, non potranno però diminuire di numero, comportando maggiori difficoltà, da adulti, a ridurre il proprio peso e a mantenerlo, questo anche nonostante il ricorso a diete e attività fisica. In generale, l’obesità è un fattore di rischio importante per diversi disturbi e patologie, quali la steatosi (accumulo di grasso a livello del fegato), aumento dell'insulina (con possibile evoluzione verso un diabete di tipo 2) e del colesterolo, malattie cardiocircolatorie e persino alcuni tipi di tumore. Può inoltre essere associata a ipertensione, problemi ortopedici e ripercussioni psicologiche dovute alla scarsa autostima. 

Quali sono le cause dell’obesità infantile?

In minima parte possono giocare un ruolo la costituzione e alcuni fattori genetici, ma la responsabilità maggiore è da attribuire a cattive abitudini alimentari unite all’aumento della sedentarietà (spesso dovuto ad un utilizzo eccessivo delle nuove tecnologie) e il calo dell’attività fisica in generale. Ad esempio, quasi la metà dei bambini non consuma una colazione idonea o non mangia del tutto al mattino (41% in totale), il 53% fa merende troppo sostanziose, il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate e il 20% non consuma quotidianamente frutta e verdura.

Come prevenire l’obesità infantile?

I genitori hanno un ruolo fondamentale nel prevenire questo problema, dando il buon esempio e proponendo a tutta la famiglia una corretta alimentazione, con una dieta bilanciata senza eccessi proteici e di zuccheri ma ricca invece di frutta, verdure e legumi. Bisogna inoltre dare la giusta importanza ai 3 pasti principali (quindi compresa la colazione!) ed evitare merende troppo ricche. Oltre a questo, bisogna inoltre promuovere l’attività fisica: non solo sport, ma anche buone abitudini come spostarsi in bicicletta anziché in auto, salire le scale anziché usare l’ascensore, e così via. I momenti più importanti da tenere d’occhio sono il primo anno di vita (l’allattamento al seno prolungato riduce il rischio di obesità), la fascia tra i 4 e i 6 anni e la pubertà (un aumento di peso in queste fasi è particolarmente associato a problemi di sovrappeso futuri).

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