Questa pappa a chi la do?
L’alimentazione da 1 a 2 anni

Una corretta alimentazione è fondamentale per un sano sviluppo fisico del bambino. Se fino ai 6 mesi l’intero fabbisogno del neonato può essere coperto dal solo latte (materno o, quando non possibile, artificiale), a partire dallo svezzamento sarà importante per il genitore saper proporre uno schema alimentare vario e bilanciato, con il giusto apporto di carboidrati, grassi, proteine, vitamine e sali minerali. Variare il più possibile l’offerta dei cibi, in accordo alle indicazioni del pediatra curante, vi permetterà non solo di stimolare la scoperta del cibo da parte del vostro bambino e lo sviluppo di un proprio gusto personale, ma anche di evitare eventuali carenze nutrizionali.

In generale, nell’arco del suo secondo anno di vita il bambino sviluppa gradualmente l’abitudine a tre pasti principali, con due spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio. Al compimento del secondo anno i bambini mangiano più o meno quello che mangia il resto della famiglia; il latte continuerà a ricoprire un ruolo importante nella dieta, ma potrete idratare il vostro bambino anche con acqua e succhi di frutta diluiti e non zuccherati.

Da 1 a 2 anni noterete che la fame del vostro bambino aumenta in certi periodi, in particolare quando comincia a camminare. Un’aumentata attività fisica richiede infatti un maggior apporto calorico ed è importante quindi assecondare il suo appetito, senza temere che possa sviluppare problemi di sovrappeso. Basta infatti assicurarsi di proporgli cibi nutrienti ma non grassi, evitando in particolar modo merendine e bevande zuccherate.

Ecco alcune linee guida per impostare delle corrette abitudini alimentari:

Evitate cibi altamente allergizzanti e la frutta con noccioli, che potrebbero essere ingeriti accidentalmente. Meglio evitare anche i cibi piccanti, a meno che non vi vengano espressamente chiesti dal vostro bambino;

Limitate il consumo di dolci ma senza proibirli del tutto, se non volete che il vostro bambino ne sia ancora più attratto. Offriteli piuttosto come premo in seguito al raggiungimento di traguardi (ad esempio le prime “camminate”) o come dessert al termine di pranzi speciali;

Abituate il bambino a stare a tavola con voi anche se per praticità, soprattutto all’inizio, mangerà prima del resto della famiglia. Il fatto di osservarvi mangiare stimolerà l’apprendimento istintivo delle buone maniere a tavola; per evitare che si annoi, lasciate comunque a sua disposizione qualche pezzetto di cibo semplice da maneggiare e con cui non possa fare troppi pasticci!

Non forzate il bambino a mangiare cibi che sembrano proprio non piacergli: è giusto cercare di abituarlo a mangiare un po’ di tutto e non solo quello che desidera lui, ma bisogna anche rispettare i suoi gusti e ricordare che ogni cibo può essere sostituito da un altro che abbia le stesse caratteristiche nutrizionali. Provate a proporgli i cibi che gradisce meno nei momenti di maggior fame, ma non insistete oltre qualche tentativo;

Non insistete eccessivamente se vostro figlio si rifiuta di terminare il pasto: il bambino è in grado di autoregolarsi, quindi non escludete la possibilità che sia capace di decidere da solo quanto mangiare; se questa abitudine persiste e in caso di dubbi rivolgetevi comunque al pediatra per essere rassicurate sul suo corretto sviluppo;

Non date troppo peso a momentanee “mode alimentari”: se vostro figlio si ostina a mangiare solo determinati alimenti, cercate di variare il più possibile l’offerta dei cibi incuriosendolo con pietanze nuove, ma senza preoccuparsi troppo. Spesso si tratta semplicemente di brevi periodi, compensati poi con la ripresa istintiva di una dieta equilibrata.

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